Figlia malata, famiglia sul lastrico

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Rovigo, 22 dicembre 2012 - QUATTRO rate non pagate. Quattromila euro in tutto ma sono bastati al sistema per portargli via il furgone che usava per lavoro, nella sua impresa di costruzione tetti. Però per Davide, 36 anni, quel furgone è molto di più. Quel Mercedes Vito preso in leasing è l’unico mezzo su cui riesce a caricare la carrozzina della figlia di quattro anni e portarla negli ospedali di tutto per sottoporla alle cure di cui ha bisogno.

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Danni al neonato, mega risarcimento

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Un caso di malasanità all'ospedale di Campostaggia si è concluso con un risarcimento di 1 milione e 600 mila euro ai genitori del neonato che aveva subito gravi danni per alcuni errori commessi dai sanitari durante il parto...

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Partorì da sola in ospedale e il bimbo cadde a terra

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HA TRE ANNI, ma non potrà giocare come i suoi coetanei, né scoprire il mondo tenendo per mano mamma e babbo. Il piccolo che chiameremo Filippo (è un nome di fantasia) è affetto da una «leucomalacia multicistica connessa con una grave sofferenza anossica perinatale». E’ questa la
diagnosi fatta il giorno successivo alla nascita (era il 31 marzo del 2007) dai medici dell’Unità di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Le Scotte.

Ora ci sono due diversi procedimenti in corso: uno penale dove non è stata fissata ancora l’udienza e l’altro civile. Quest’ultimo si tiene davanti al giudice di Poggibonsi visto che il piccolo era venuto al mondo nell’unità operativa di ginecologia e ostetricia di Campostaggia. Lunedì 13 giugno i genitori del piccolo assistiti dall’avvocato Mario Cicchetti di Rieti saranno in aula. In questa occasione verrà nominato un consulente perché chiarisca i vari aspetti del fatto portato alla sua attenzione.

Nell’atto di citazione l’avvocat Cicchetti ripercorre nelle prime pagine quanto accaduto quel giorno di tre anni fa quando la puerpera si presentò in ospedale.

Alle 22,30 comparvero «delle contrazioni ritmiche. La gestante veniva condotta in sala travaglio in compagnia dell’amica... Al momento del parto avvenuto in sala travaglio senza assistenza tecnica
legalmente e praticamente adeguata, il bambino è stato espulsom direttamente a terra. L’ostetrica stagista presente assolutamente annientata dalla paura è rimasta incapace di offrire la benché minima assistenza tecnica anche nel taglio del cordone ombelicale, avvenuto con sensibile ritardo da parte dell’osterica che, solo successivamente al parto, era stata richiamata in sala travaglio dalla stessa puerpera».

«DALLA CARTELLA clinica dell’unità operativa di pediatria si ricava che il bambino non vagiva, non respirava spontaneamente e l’Ega capillare mostrava un acidosi importante». L’avvocato Cicchetti chiama in causa il medico e l’ostetrica che quella sera del 31 marzo 2007 erano di turno nel reparto e punta il dito anche sull’eventuale responsabilità dell’azienda sanitaria Alta Valdelsa. Lo stesso avvocato al suo atto
di citazione ha allegato numerose relazioni cliniche e referti dei vari reparti dove il piccolo Filippo è
stato ricoverato in questi suoi tre anni di vita. Ora la parola passa al giudice civile e a breve anche al
suo collega del penale.

Fonte: La Nazione

Parto finito male, l'inchiesta si allarga

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ROVIGO — Bimba nata tetraplegica e ipovedente all'ospedale di Rovigo per un presunto caso di malasanità, il giudice per le indagini preliminari (Gip) Carlo Negri dispone un supplemento di indagine di centoventi giorni. Il Gip ha ritenuto paiano fondati i rilievi proposti dall'avvocato Mario Cicchetti, legale dei genitori che si sono opposti alla richiesta di archiviazione, presentata dal pubblico ministero Stefano Longhi nell'ottobre scorso.

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Matilde ha diritto ad essere curata negli USA

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Siena, 22 febbraio 2011 - «No» dell’Usl 7 e della Regione Toscana a far curare negli Stati Uniti una bambina di 5 anni affetta dalla nascita da tetrapalgia spastica, microcrania acquisita, grave ritardo mentale ed epilessia, secondarie a encefalopatia ipossica perinatale.

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Morì per una emorragia dopo il parto condannati due ginecologi

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OTTO mesi di reclusione e una provvisionale di 160mila euro come primo risarcimento del danno e 30mila euro di spese. Il giudice di Montevarchi ha condannato per omicidio colposo i due ginecologi, Anna Rita Nenci e Mauro Neri, finiti sotto accusa per la morte della trentottenne Chiara De Los Angeles Nembrini, avvenuta il 22 settembre del 2007. La donna è deceduta mentre partoriva il suo quarto figlio all'ospedale della Gruccia di Montevarchi.

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