L’ospedale non paga: i genitori di Arianna,>

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Arianna dovrebbe essere in spiaggia a ridere con i quindicenni come lei se dall’Ospedale Cardarelli, entrata a tre mesi, non fosse uscita sorda, ipovedente e intrappolata in un corpo rigido che le genera quotidiane sofferenze, se non sottoposto a cure continue. Ma l’azienda sanitaria napoletana, condannata nel novembre scorso a risarcirla, non intende versare nemmeno un anticipo che servirebbe a pagarle le cure di cui necessita per sopravvivere. Così i genitori, ignorati anche dal presidente della Campania, Vincenzo De Luca, cui si erano rivolti, hanno preso la decisione estrema: si lasceranno morire.

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Nostra figlia soffre, solo silenzio

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C’è una bimba di tre anni e mezzo immobile nel suo lettino, quasi inconsapevole del mondoche la circonda. E intorno a lei c’è la sua famiglia distrutta dal dolore ma decisa a resistere,pronta ad assisterla ad ogni minuto del giorno e della notte.

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Nato in ambulanza, tre le inchieste

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Anche la Regione, oltre all’azienda sanitaria, e alla Procura ha aperto un’indagine interna sul caso del bambino polesano nato in autostrada, il 9 gennaio scorso, dopo che la mamma era stata presa in carico dal Pronto Soccorso di Rovigo.

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Parto in ambulanza, nuovi esami sul piccolo Zaia apre un’inchiesta

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Sono momenti di ansi e attesa quelli dellamammapolesana costretta il 9 gennaio a partorire in ambulanza. In questi giorni il piccolo, nato podalico con parto naturale a 26 settimane nel mezzo in corsa in autostrada
e non con un cesareo come era stato previsto dal ginecologo della 46enne di Rovigo, sarà sottoposto a nuovi esami e controlli.

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Parto in ambulanza, tre inchieste

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Sono momenti di ansia e attesa quelli della mamma rodigina costretta il 9 gennaio a partorire in ambulanza. In questi giorni il piccolo, nato podalico con parto naturale a 26 settimane nel mezzo in corsa sull’autostrada A13 Bologna-Padova e non con un cesareo come era stato previsto dal ginecologo della
46enne di Rovigo, sarà sottoposto a nuovi esami e controlli.

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